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Pietro Manzi coltivò, in parallelo alla sua incessante attività politica, una passione per l’archeologia che lo vide protagonista di innumerevoli campagne di scavi nell’Etruria meridionale
SINOSSI
Pietro Manzi (1785-1839) coltivò, in parallelo alla sua incessante attività politica (fu presidente del Tribunale di commercio, cavaliere della Legion d’onore e magistrato), una passione per l’archeologia che lo vide protagonista di innumerevoli campagne di scavi nell’Etruria meridionale (Tolfa, Cerveteri, Civitavecchia, Corneto e altri centri), divenendo membro ufficiale dell’Istituto di corrispondenza archeologica e unico membro della Commissione ausiliare di Belle arti della delegazione di Civitavecchia.
Nativo di Civitavecchia, Manzi operò per lo più nella sua città, facendo della sua casa a Piazza Leandra la base della sua raccolta di antichità. Le fonti edite, dai resoconti dei viaggi del Grand Tour alla biografia di Manzi, sono concordi nel ritenere il Nostro appassionato e collezionista di archeologia anche un protagonista del mercato d’antiquaria ottocentesca. La documentazione archivistica, oltre a confermare l’interesse per l’antico passato di Manzi, testimonia il ruolo chiave del porto di Civitavecchia negli scambi oltreconfine di antichità.
Il presente lavoro, nel trattare alcuni pezzi di antichità passati per le mani di Manzi e attualmente conservati in grandi collezioni mondiali, ha lo scopo di definire la figura del Cavaliere come ricercatore e commerciante di antichità, delineando altresì la funzione fondamentale del porto negli scambi collezionistici di inizio Ottocento. Si cerca inoltre di circoscrivere tale incessante attività di commercio, al limite del legale, nel panorama pre-risorgimentale della provincia di Roma, soffermandosi sui legami di Manzi con personalità di spicco dell’intellighenzia europea, quali in primi luogo con il celebre scrittore francese Stendhal, che fu console a Civitavecchia a fasi alterne dal 1831 al 1841.
PROFILO DELL'AUTORE
MARIANNA CRABA è Dottore di ricerca in Metodi e Metodologie per la ricerca archeologica e storico artistica presso l’Università degli Studi di Salerno, con tesi incentrata su “Pietro Manzi (1785-1839) collezionista e mercante di antiquaria” (Tutor: Adriano Amendola, Antonella Trotta).
Durante gli studi presso Sapienza Università di Roma ha collaborato con la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini e Corsini svolgendo visite guidate e attività di catalogazione di opere delle collezioni (2017-2018). Ha inoltre coadiuvato le visite guidate presso il Palazzo del Quirinale (2018-2019). Dopo aver conseguito con lode la laurea magistrale in Storia dell’arte moderna (2021), discutendo una tesi sulla copia settecentesca della Stanza di Eliodoro nel palazzo gentilizio di Pietro Manzi a Civitavecchia, pubblicata sulla rivista “Lazio Ieri e oggi”, ha proseguito gli studi in iconografia pubblicando due articoli sulla rappresentazione medievale di Aristotele cavalcato (“Fillide” n.22 e 24). Nel 2021 ha partecipato al corso avanzato “Il corpo della parola. La visione mentale dell’opera d’arte tra pensiero e azione” organizzato dall’Istituto per ciechi Francesco Cavazza e dal Museo Tattile Anteros di Bologna, dove apprende le tecniche di descrizione e rappresentazione mentale della pittura.